Hedge nel trading: come proteggere un'operazione con un'altra posizione

Hedge è una parola che compare in continuazione in finanza e tende a essere trattata come qualcosa di complicato, riservato ai grandi fondi. Nella pratica, la logica è semplice: invece di scommettere tutto su un'unica direzione, apri una seconda posizione che protegge parte del risultato se il mercato si muove contro la prima. L'obiettivo non è guadagnare due volte — è ridurre l'entità del danno quando la lettura del mercato risulta sbagliata.
Questa idea si applica ad azioni, valute, commodity e anche a operazioni brevissime. Il punto comune è sempre lo stesso: comprare un qualche tipo di assicurazione, anche se ciò costa una parte del profitto potenziale dell'operazione originale.
Il principio dietro l'hedge
Un hedge classico combina due posizioni con risultati opposti sullo stesso asset, o su asset che si muovono in modo simile. Se la prima posizione scommette sul rialzo di una valuta e la seconda scommette sul calo della stessa valuta, il risultato finale dipende da quanto il prezzo si è mosso e dalla dimensione relativa di ogni posizione — non semplicemente da chi ha vinto e chi ha perso.
Esistono due modi comuni di costruire questa protezione. Il primo è l'hedge simultaneo: aprire entrambi i lati praticamente allo stesso tempo, di solito perché la lettura del mercato è divisa tra due scenari probabili. Il secondo è l'hedge di aggiustamento: aprire la seconda posizione dopo che la prima è già in perdita, per bloccare una perdita massima e non lasciare che il risultato peggiori se il prezzo continua nella direzione contraria.
Un esempio con numeri tondi
Supponi un'operazione di R$ 200,00 che scommette sul rialzo del dollaro contro il real, con rendimento dell'85% in caso di successo e scadenza in 30 minuti. Mancando 10 minuti, una notizia economica cambia lo scenario e il prezzo inizia ad andare contro la posizione. Invece di aspettare semplicemente il risultato, apri una seconda operazione di R$ 100,00 scommettendo sul calo del dollaro, con lo stesso rendimento dell'85%.
Ci sono due esiti possibili. Se il dollaro chiude in rialzo, la prima operazione paga R$ 170,00 di profitto (85% di R$ 200,00) e la seconda perde i R$ 100,00 investiti — risultato netto di R$ 70,00 di guadagno. Se il dollaro chiude in calo, la prima operazione perde i R$ 200,00 e la seconda paga R$ 85,00 di profitto (85% di R$ 100,00) — risultato netto di R$ 115,00 di perdita. Confrontando con il non fare nulla — perdere l'intero R$ 200,00 se il dollaro calasse —, l'hedge ha ridotto la perdita di R$ 85,00 nello scenario negativo, al costo di ridurre il guadagno nello scenario positivo.
Quando ha senso usare l'hedge
- Quando emerge una notizia rilevante a metà di un'operazione già aperta e il tempo restante non permette di chiudere la posizione con sicurezza.
- Quando la lettura tecnica si è divisa tra due scenari e ridurre l'esposizione totale conta più che provare ad azzeccare la direzione esatta.
- Quando l'obiettivo è proteggere una sequenza di guadagni della giornata, accettando un risultato minore invece di rischiare di restituire tutto in un'unica operazione.
Quando l'hedge disturba più di quanto aiuti
L'hedge ha un costo — di solito riduce il profitto possibile, perché le due posizioni generalmente non condividono lo stesso rendimento percentuale in ogni scenario. Usare l'hedge ogni volta che un'operazione inizia ad andare male, per riflesso, è diverso dall'usare l'hedge come parte di un piano definito prima di entrare nel mercato. Nel primo caso, l'hedge diventa un modo di negare la perdita; nel secondo, è uno strumento di gestione del rischio. La differenza sta nel decidere i criteri d'uso prima di operare, e non nel calore del momento.
Come testare prima di applicare nella routine quotidiana
Prima di usare l'hedge con denaro reale, vale la pena simulare i quattro scenari possibili di un'operazione — rialzo piccolo, rialzo grande, calo piccolo, calo grande — e calcolare il risultato netto di ognuno, con e senza la seconda posizione. Strumenti come Astron mostrano il rendimento di ogni asset prima dell'apertura dell'operazione, il che facilita fare questo conto in anticipo, invece di decidere a metà operazione sotto pressione. L'hedge non elimina il rischio: ridistribuisce il rischio tra scenari, e spetta a chi opera decidere se questo scambio ha senso per il proprio capitale e per il proprio piano.
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