Analisi tecnica

Massimo e minimo: come usare highest high e lowest low

Tra gli indicatori più semplici da capire, e proprio per questo molto usati, ci sono il massimo più alto (highest high) e il minimo più basso (lowest low) di un determinato numero di periodi. Nonostante la semplicità, sono la base di sistemi di breakout usati da decenni da trader di mercati diversi.

In questo articolo capirai come vengono calcolati questi due indicatori, perché tendono a essere usati insieme e come applicarli nella pratica per identificare possibili rotture di prezzo.

Cosa sono highest high e lowest low

Il massimo più alto di un periodo è, letteralmente, il maggiore prezzo massimo raggiunto nelle ultime N candele. Se configuri l'indicatore per 20 periodi, mostrerà, a ogni nuova candela, quale è stato il massimo più alto tra le ultime 20. Il minimo più basso funziona allo stesso modo, ma guardando al minore prezzo minimo dello stesso intervallo.

A differenza di una media mobile, che smussa il prezzo, questi due indicatori segnano limiti estremi reali che il mercato ha già testato in quel periodo. Per questo, tendono ad apparire sul grafico come due linee orizzontali (o leggermente inclinate) che salgono quando si formano nuovi massimi e scendono quando appaiono nuovi minimi.

Come funziona il calcolo nella pratica

Supponi che, nelle ultime 20 candele giornaliere di un asset, il massimo più alto sia stato R$ 34,80 e il minimo più basso R$ 29,50. Finché il prezzo resta dentro questa fascia, le due linee restano allo stesso livello. Nel momento in cui il prezzo chiude una candela sopra R$ 34,80, la linea del massimo sale per riflettere questo nuovo tetto; se il prezzo chiude sotto R$ 29,50, la linea del minimo scende al nuovo pavimento.

Questa caratteristica è ciò che rende questi indicatori utili per identificare rotture: qualsiasi chiusura oltre la fascia degli ultimi N periodi rappresenta, per definizione, un prezzo che il mercato non raggiungeva da parecchio tempo.

Usare i due indicatori insieme: il canale di rottura

Quando tracciate insieme, le linee di massimo e minimo formano una specie di canale intorno al prezzo, simile al noto Canale di Donchian. Questo canale delimita visivamente la fascia di negoziazione recente e facilita vedere quando il prezzo è "intrappolato" lateralmente, tra le due linee, o quando è in processo di rottura.

Un sistema classico di breakout usa esattamente questa logica: comprare quando il prezzo chiude sopra il massimo più alto di N periodi, e vendere (o azzerare la posizione long) quando il prezzo chiude sotto il minimo più basso dello stesso periodo. Questo tipo di sistema è diventato noto per essere stato usato da gruppi di trader che seguivano regole meccaniche di breakout su mercati diversi negli anni '80 e '90.

Accorgimenti nell'operare rotture di massimo e minimo

Il rischio maggiore di questo tipo di segnale è la cosiddetta "falsa rottura": il prezzo chiude oltre la fascia, attira compratori o venditori, ma subito dopo torna dentro il canale, lasciando chi è entrato sulla rottura con una perdita rapida. Per questo, molti trader richiedono una conferma aggiuntiva, come volume sopra la media nella candela di rottura, prima di considerare valido il segnale.

Il periodo scelto (N) cambia molto anche il comportamento dell'indicatore. Periodi corti, come 10, generano rotture più frequentemente, ma anche più segnali falsi. Periodi lunghi, come 55, generano segnali più rari, ma storicamente più coerenti, al costo di reagire più lentamente ai cambiamenti recenti di comportamento dell'asset.

Applicando alla tua analisi

Prima di usare le rotture di massimo e minimo come trigger di ingresso, vale la pena osservare come si è comportato storicamente l'asset scelto con questo tipo di segnale, testando periodi diversi su Astron per capire la frequenza e la qualità delle rotture in quell'asset specifico. Definire in anticipo la dimensione dello stop, in base alla distanza fino alla linea opposta del canale, aiuta a mantenere sotto controllo il rischio dell'operazione, dato che nessun sistema di breakout azzecca sempre, e la possibilità di perdita fa parte di qualsiasi operazione sul mercato.

Vale anche confrontare il comportamento del massimo e del minimo su timeframe diversi dello stesso asset. Una rottura sul grafico giornaliero tende ad avere più peso della stessa rottura su un grafico di pochi minuti, semplicemente perché riflette una fascia di negoziazione testata per più tempo e da più partecipanti del mercato. Combinare questa lettura di periodo più lungo con un timeframe minore per adattare il punto esatto di ingresso tende a ridurre la probabilità di operare rotture che non hanno alcun sostegno dietro.

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