Mercati

Come funzionano i contratti future, spiegato con esempio

I contratti future esistono da molto più tempo di quanto la maggior parte immagini: l'idea è nata dalla necessità di agricoltori e compratori di cereali di bloccare un prezzo in anticipo, ancora prima del raccolto. Oggi, lo stesso meccanismo viene usato per azioni, indici, valute e tassi d'interesse, ben oltre il campo.

Capire questa logica aiuta a comprendere non solo chi usa i contratti future per speculare, ma anche perché intere aziende dipendano da essi per proteggersi dalle oscillazioni di prezzo.

Cos'è un contratto future

Un contratto future è un accordo standardizzato per comprare o vendere una quantità specifica di un asset, in una data futura definita, a un prezzo concordato oggi. A differenza di una negoziazione sul mercato spot, in cui lo scambio avviene quasi immediatamente, nel mercato future il prezzo viene fissato ora, ma il regolamento avviene dopo.

Questi contratti vengono negoziati in borse specifiche, il che standardizza dettagli come quantità dell'asset, data di scadenza e modalità di regolamento, rendendo possibile che compratori e venditori sconosciuti tra loro negozino con sicurezza.

A cosa servono: copertura e speculazione

I contratti future sono nati per la protezione del prezzo, ma oggi servono a due pubblici molto diversi:

  • Copertura (hedge): un produttore di soia può vendere contratti future del proprio raccolto prima della mietitura, bloccando un prezzo di vendita e proteggendosi da un possibile calo entro quel momento. Dall'altro lato, un'azienda che compra soia come materia prima può comprare contratti future per bloccare il proprio costo, proteggendosi da un possibile rialzo.
  • Speculazione: investitori che non hanno alcuna relazione fisica con l'asset negoziano contratti future scommettendo sulla direzione del prezzo, cercando di guadagnare dalla variazione, senza intenzione di consegnare o ricevere il prodotto fisico.

Margine: perché non serve il valore totale del contratto

Una delle caratteristiche che più attrae (e anche più preoccupa) chi inizia a operare con contratti future è la richiesta di margine. Invece di pagare il valore totale del contratto, l'operatore deposita solo una frazione di esso come garanzia, chiamata margine iniziale.

Questo crea leva: con un valore relativamente piccolo, è possibile controllare una posizione molto più grande. La leva amplifica sia i guadagni sia le perdite nella stessa proporzione, il che richiede disciplina raddoppiata nella gestione del rischio.

Esempio numerico semplice

Immagina un contratto future di un determinato indice, del valore nozionale di R$ 50.000, che richiede un margine iniziale del 10%, cioè R$ 5.000. Se il valore del contratto sale del 4%, il guadagno lordo è di R$ 2.000 (4% di R$ 50.000). Sul margine di R$ 5.000 depositato, questo rappresenta un rendimento del 40%.

Solo che lo stesso calcolo funziona al contrario: se il valore del contratto scende del 4%, anche la perdita è di R$ 2.000, il che rappresenta il 40% del margine depositato. È questa amplificazione, su entrambi i lati, che rende la gestione del rischio indispensabile nelle operazioni con contratti future.

Regolamento giornaliero: il dettaglio che coglie di sorpresa i principianti

A differenza di un'azione comprata e conservata, i contratti future sono di solito soggetti a un processo chiamato regolamento giornaliero (mark to market): alla fine di ogni sessione, il guadagno o la perdita del giorno viene calcolato ed effettivamente accreditato o addebitato sul conto dell'operatore, anche se il contratto non è ancora scaduto.

Questo significa che, in una sequenza di giorni in perdita, il saldo del conto viene ridotto giorno dopo giorno, e non solo alla chiusura finale della posizione. Se il margine disponibile scende sotto un livello minimo richiesto, potrebbe essere necessario depositare più denaro per mantenere aperta la posizione, il che viene chiamato richiesta di margine.

Scadenza: il contratto ha una data di validità

Ogni contratto future ha una data di scadenza. Prima di essa, l'operatore deve decidere se chiudere la posizione o, in alcuni casi, rinnovare la posizione su un contratto con scadenza più lontana. Questo è diverso dal comprare un'azione, che può essere mantenuta indefinitamente senza data di validità.

Cosa portare via come apprendimento pratico

I contratti future sono strumenti potenti sia per la protezione sia per la speculazione, ma la leva incorporata in essi richiede rispetto. Prima di operare, vale la pena capire chiaramente la dimensione del contratto, il valore del margine richiesto e cosa accade nel regolamento giornaliero.

Definire in anticipo un limite di perdita accettabile per ogni operazione, e non solo fidarsi dell'aspettativa di guadagno, è una pratica di base di chi opera questo tipo di strumento con responsabilità. Come in qualsiasi operazione con leva, esiste un rischio reale di perdita superiore al valore inizialmente depositato come margine, a seconda dello strumento e delle condizioni contrattate.

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