Gestione del rischio

Cos'è la volatilità e perché conta così tanto

Ogni volta che qualcuno dice che il mercato è agitato, o che un asset è troppo rischioso, in fondo sta parlando di volatilità. È uno dei termini più usati nel mercato finanziario, ma anche uno dei più mal compresi da chi sta iniziando.

Capire davvero la volatilità aiuta a calibrare le aspettative, scegliere la dimensione giusta di una posizione ed evitare sorprese spiacevoli quando il mercato cambia umore.

Cos'è la volatilità, nella pratica

La volatilità è la misura di quanto varia il prezzo di un asset nel tempo. Un asset molto volatile può salire o scendere diversi punti percentuali in pochi minuti o ore. Un asset poco volatile tende a muoversi in modo più lento e prevedibile.

È importante notare che la volatilità non indica direzione. Un asset può essere estremamente volatile sia salendo sia scendendo. Alta volatilità significa incertezza sulla dimensione del movimento, non necessariamente che il prezzo scenderà.

Volatilità storica e volatilità implicita

Esistono due modi comuni di misurare la volatilità:

  • Volatilità storica: calcolata sulla base dei movimenti di prezzo già accaduti, guardando al passato recente dell'asset.
  • Volatilità implicita: derivata dai prezzi delle opzioni negoziate sull'asset, riflettendo l'aspettativa del mercato sulla volatilità futura, e non ciò che è già accaduto.

La volatilità storica è più facile da calcolare e capire per chi sta iniziando, dato che si basa su dati concreti del passato. La volatilità implicita viene usata principalmente da chi opera opzioni e vuole stimare quanto il mercato si aspetta che il prezzo si muova d'ora in avanti.

Un esempio semplice per fissare il concetto

Immagina due asset, A e B, entrambi negoziati a R$ 100,00 all'inizio del mese. Alla fine del mese, l'asset A è quotato a R$ 102,00, ma ha passato l'intero mese oscillando dolcemente tra R$ 98,00 e R$ 103,00. L'asset B termina anch'esso il mese a R$ 102,00, ma è arrivato a scendere a R$ 85,00 a metà mese e poi è salito fino a R$ 108,00 prima di arretrare.

I due asset hanno avuto, alla fine, lo stesso risultato percentuale (2% di rivalutazione). Ma l'asset B è chiaramente più volatile: chi ha operato nel mezzo del percorso ha affrontato oscillazioni molto più forti di quanto suggerisca il risultato finale del mese.

Perché la volatilità influenza direttamente la gestione del rischio

Gli asset più volatili richiedono aggiustamenti pratici nel modo di operare:

  • Dimensione della posizione: quanto più volatile l'asset, tanto minore dovrebbe essere la dimensione della posizione per mantenere lo stesso livello di rischio in reais.
  • Distanza dello stop-loss: uno stop troppo stretto su un asset volatile può essere attivato dal rumore normale del mercato, anche senza un vero cambio di trend.
  • Aspettativa di oscillazione: operare un asset volatile richiede maggiore tolleranza emotiva per vedere il prezzo oscillare prima di eventualmente andare nella direzione attesa.

Un errore comune è usare la stessa dimensione di posizione su asset con volatilità molto diversa. Applicare lo stesso valore in reais a un asset calmo e a un asset agitato significa, in pratica, assumere livelli di rischio molto diversi in ogni operazione, anche se il valore investito sembra uguale sulla carta.

Volatilità non è sinonimo di rischio di perdere tutto

Vale la pena separare due concetti che a volte si confondono: la volatilità riguarda la dimensione delle oscillazioni di prezzo; il rischio di perdita riguarda la probabilità e la dimensione di una perdita specifica in un'operazione. Un asset volatile può generare sia guadagni sia perdite maggiori di un asset calmo, a seconda di quando e come è stata aperta la posizione.

Questo non significa che gli asset volatili debbano essere evitati completamente. Significa che operarli richiede più cura nel dimensionamento della posizione e più disciplina per rispettare i limiti definiti prima di entrare nell'operazione.

Nella pratica

Prima di operare qualsiasi asset, sia in un conto con CFD su Astron, sia in un altro strumento, vale la pena osservare come quell'asset specifico si è comportato nei periodi recenti: qual è stata l'ampiezza tipica di movimento in un giorno normale e in un giorno di notizia rilevante. Questo aiuta a calibrare la dimensione della posizione e la distanza dello stop in modo più realistico, riducendo la probabilità di essere tirati fuori da un'operazione da una semplice oscillazione normale dell'asset.

Esercitati prima di rischiare. Apri il tuo conto Astron e prova le tue idee sul conto demo con R$ 10.000 virtuali.

Crea un conto gratis