Gestione del rischio

Calcolatrice di stop loss con ATR: come definire la distanza

Uno dei dubbi più comuni di chi sta iniziando a operare è a quale distanza posizionare lo stop loss. Metterlo troppo vicino aumenta la probabilità di essere stoppati da un'oscillazione normale dell'asset. Metterlo troppo lontano aumenta la perdita quando l'operazione va male. Un modo pratico di rispondere a questa domanda è usare l'ATR, l'Average True Range, come riferimento di volatilità recente per calcolare la distanza dello stop.

Cosa misura l'ATR

L'ATR misura la dimensione media del movimento di prezzo in un determinato numero di periodi, generalmente 14. Non indica la direzione, solo quanto l'asset tende a muoversi. Per ogni candela, si calcola il True Range, che è il valore più alto tra queste tre opzioni: la differenza tra il massimo e il minimo della candela attuale, la differenza tra il massimo attuale e la chiusura precedente, e la differenza tra il minimo attuale e la chiusura precedente. L'ATR è la media di questi valori nel periodo scelto.

La formula dello stop basato sull'ATR

Distanza dello stop = ATR x moltiplicatore

Per un'operazione long: Stop = prezzo di ingresso - distanza dello stop

Per un'operazione short: Stop = prezzo di ingresso + distanza dello stop

Esempio risolto in reais

Supponiamo un'operazione long su un'azione negoziata a R$ 50,00, con ATR giornaliero di R$ 1,20 e moltiplicatore di 2. La distanza dello stop risulta in:

  • Distanza = R$ 1,20 x 2 = R$ 2,40
  • Stop = R$ 50,00 - R$ 2,40 = R$ 47,60

Ora supponiamo un conto di R$ 20.000,00, con rischio massimo dell'1% per operazione, ovvero R$ 200,00. La dimensione della posizione si calcola dividendo il rischio in reais per la distanza dello stop:

  • Dimensione della posizione = R$ 200,00 / R$ 2,40 = circa 83 azioni

Con questa posizione, se il prezzo scende fino a R$ 47,60, la perdita si avvicina ai R$ 200,00 pianificati, prima dei costi di intermediazione. Un obiettivo di riferimento di 2R, ovvero due volte il rischio assunto, si collocherebbe intorno a R$ 54,80, ma questo è solo un riferimento matematico, e non una garanzia che il prezzo arriverà fin lì.

L'ATR non sostituisce la struttura del grafico

L'ATR risponde alla domanda quanto questo asset tende a muoversi. Non risponde alla domanda dove la mia idea di ingresso è sbagliata. Questa seconda domanda viene dall'analisi grafica, come un minimo precedente o una zona di supporto. La sequenza consigliata è: prima segnare il livello che invalida l'operazione, poi misurare la distanza tra l'ingresso e quel livello, e solo dopo confrontare questa distanza con l'ATR per vedere se ha senso rispetto alla volatilità recente. Se la distanza strutturale è molto minore di quanto suggerisce l'ATR, lo stop potrebbe essere troppo stretto per il rumore normale dell'asset.

Non esiste il moltiplicatore perfetto

Un moltiplicatore basso crea uno stop più vicino e una posizione più grande per lo stesso rischio in reais, ma resta più esposto a oscillazioni comuni. Un moltiplicatore alto crea uno stop più distante e una posizione più piccola, riducendo le uscite per rumore, ma richiedendo che il prezzo percorra più distanza per raggiungere lo stesso risultato in multipli di rischio. Il moltiplicatore ideale dipende dall'asset, dal timeframe operato e dal tipo di setup, e vale la pena testare valori diversi sullo storico prima di adottare un numero fisso per tutte le operazioni.

Attenzione a gap ed esecuzione

Il calcolo presuppone che la posizione venga chiusa esattamente al prezzo dello stop. Nella pratica, gap, notizie e mercati con poca liquidità possono far sì che l'esecuzione avvenga ben lontano dal prezzo pianificato, soprattutto in asset che chiudono durante la notte o il fine settimana. L'ATR aiuta a dimensionare il rischio atteso in condizioni normali, ma non elimina il rischio di un'esecuzione peggiore di quella pianificata nei momenti di stress del mercato.

Un ultimo promemoria prima di operare

Definisci il moltiplicatore prima di vedere la dimensione della posizione risultante, e non il contrario. Scegliere il moltiplicatore solo per arrivare a una dimensione di posizione che sembri comoda inverte la logica della gestione del rischio: è lo stop che dovrebbe definire la dimensione della posizione, non la dimensione desiderata che dovrebbe definire lo stop.

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