Gestione del rischio

Calcolatrice dell'aspettativa: la tua strategia ha un edge?

Una strategia può avere ragione nella maggior parte delle operazioni e comunque prosciugare il conto poco a poco. Anche il contrario è vero: è possibile sbagliare più della metà degli ingressi e chiudere il mese in profitto. Il tasso di successo da solo non risponde alla domanda se una strategia ha un vantaggio reale. A rispondere a questa domanda è l'aspettativa matematica, chiamata anche expectancy.

L'aspettativa matematica mostra, in media, quanto una strategia guadagna o perde per operazione, considerando lo storico dei risultati. Un numero positivo è un'evidenza di vantaggio statistico all'interno del campione osservato, non una garanzia di profitto futuro.

La formula dell'aspettativa matematica

La versione più conosciuta della formula è:

Aspettativa = (tasso di successo x guadagno medio) - (tasso di errore x perdita media)

Questa formula funziona bene quando ogni operazione termina in guadagno o perdita, e quando le medie includono già i costi come la commissione. Per rendere il calcolo ancora più chiaro, è anche possibile calcolare l'aspettativa netta direttamente dai totali:

Aspettativa netta = [(numero di operazioni vincenti x guadagno medio) - (numero di operazioni perdenti x perdita media) - costi totali] / totale delle operazioni

Un esempio risolto in reais

Supponiamo che un trader abbia rivisto 40 operazioni dello stesso setup, tutte con lo stesso rischio pianificato per ingresso, e sia arrivato ai seguenti numeri:

  • Operazioni vincenti: 18
  • Operazioni perdenti: 22
  • Guadagno medio per operazione vincente: R$ 150,00
  • Perdita media per operazione perdente: R$ 80,00
  • Rischio medio pianificato per operazione: R$ 100,00

Il calcolo inizia separando guadagni e perdite totali:

  • Guadagno totale: 18 x R$ 150,00 = R$ 2.700,00
  • Perdita totale: 22 x R$ 80,00 = R$ 1.760,00
  • Risultato netto del campione: R$ 2.700,00 - R$ 1.760,00 = R$ 940,00
  • Aspettativa per operazione: R$ 940,00 / 40 = R$ 23,50

Esprimendo questo risultato in multipli del rischio (R), usando il rischio medio di R$ 100,00 per operazione, l'aspettativa risulta in +0,235R per operazione. Questo significa che, in media in questo campione, ogni operazione ha reso circa il 23,5% del rischio pianificato. Il profit factor di questo stesso campione, calcolato come guadagno totale diviso per la perdita totale, risulta in 2.700 / 1.760, ovvero circa 1,53.

Un tasso di successo del 45% può essere positivo

Nota che il tasso di successo dell'esempio sopra è di appena il 45% (18 su 40 operazioni), sotto la metà. Ciononostante, l'aspettativa è positiva, perché il guadagno medio è quasi due volte maggiore della perdita media. Questo è il motivo per cui chiedere solo qual è il tasso di successo di una strategia porta spesso a conclusioni sbagliate sulla sua qualità.

Non dimenticare i costi

Commissioni, tariffe del broker ed eventuali costi di mantenere una posizione aperta durante la notte riducono l'aspettativa netta. Una strategia con aspettativa lorda di R$ 6,00 per operazione può diventare negativa dopo aver detratto R$ 7,00 di costi medi per operazione. Quando possibile, usa i costi reali addebitati dal broker, e non una stima ottimistica, per non gonfiare artificialmente il risultato.

Un secondo esempio, ora con aspettativa negativa

Per rendere chiaro il contrasto, ecco un secondo caso con 50 operazioni: 21 vincenti con guadagno medio di R$ 90,00 e 29 perdenti con perdita media di R$ 75,00. Il guadagno totale risulta in 21 x R$ 90,00 = R$ 1.890,00, e la perdita totale in 29 x R$ 75,00 = R$ 2.175,00. Il risultato netto del campione è negativo, di R$ 285,00, il che dà un'aspettativa di R$ 1.890,00 meno R$ 2.175,00, diviso per 50 operazioni, ovvero una perdita media di R$ 5,70 per operazione. Anche con un tasso di successo del 42%, vicino alla fascia considerata normale per molte strategie, il rapporto tra guadagno medio e perdita media non è stato sufficiente a sostenere un risultato positivo.

Come usarlo nel quotidiano

Quante operazioni bastano per fidarsi del numero

Non esiste un numero magico universale. Un campione sotto le 30 operazioni è solitamente considerato troppo piccolo per qualsiasi conclusione solida. Tra 30 e 100 operazioni, il risultato dà già una prima stima, ma può ancora cambiare molto con pochi risultati estremi. Sopra le 100 o 200 operazioni, il numero inizia a essere più informativo, anche se non è mai una prova definitiva che il vantaggio continuerà a esistere in futuro.

Cosa fare dopo aver calcolato l'aspettativa

Se l'aspettativa risulta negativa dopo aver contato i costi reali, non ha senso discutere di aumentare la posizione prima di correggere la strategia. Se risulta positiva, vale la pena testare la robustezza del risultato: rimuovi l'operazione vincente più grande dal campione e calcola di nuovo. Se l'aspettativa diventa negativa solo con questa rimozione, il risultato potrebbe dipendere troppo da un'unica operazione fuori curva, e merita più cautela prima di aumentare la dimensione delle posizioni.

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